Sanatoria violazioni formali

Scade il 31 maggio la sanatoria delle violazioni formali: le irregolarità, le infrazioni e le inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, non rilevanti sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, dell’Iva e dell’Irap e sul pagamento dei tributi, possono essere sanate pagando 200 euro per ognuno dei periodi d’imposta cui si riferiscono. Non rientra nell’ambito di applicazione della regolarizzazione la mancata presentazione delle dichiarazioni dei redditi, Irap o Iva, poiché questa omissione è rilevante per la determinazione della base imponibile (anche nel caso di assenza di imposta dovuta). Si ricorda che le violazioni formali si distinguono da quelle “meramente formali” (che non sono mai punibili) in quanto possono comunque determinare un pregiudizio all’esercizio delle azioni di controllo da parte dell’Amministrazione finanziaria. Il versamento può essere effettuato in due rate di pari importo, la prima entro il 31 maggio 2019 e la seconda entro il 2 marzo 2020. È consentito anche il pagamento in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2019.

Nuova modalità di richiesta dell’ANF

 

Dal 1° aprile 2019 è in vigore la nuova modalità di presentazione delle domande per la richiesta dell’assegno per il nucleo familiare, finora presentate dal lavoratore al proprio datore utilizzando il modello “ANF/DIP” (SR16): le domande dovranno essere inoltrate esclusivamente all’INPS in via telematica al fine di garantire all’utenza il corretto calcolo dell’importo spettante e assicurare una maggiore aderenza alla normativa vigente in materia di protezione dei dati personali.
Di seguito, le modalità di trasmissione:

  • WEB, tramite il servizio on-line dedicato, accessibile dal sito www.inps.it, se in possesso di PIN dispositivo, di un’identità SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) almeno di Livello 2 o CNS (Carta Nazionale dei Servizi);
  • Patronati e intermediari dell’Istituto, attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi, anche se non in possesso di PIN.

Le domande già presentate al datore di lavoro fino alla data del 31 marzo 2019 con il modello “ANF/DIP”, per il periodo compreso tra il 1° luglio 2018 ed il 30 giugno 2019 o a valere sugli anni precedenti, non devono essere reiterate, ma saranno gestite dai datori di lavoro.

Assunzioni agevolate 2019

Si riporta uno schema riepilogativo di alcuni possibili incentivi all’assunzione in vigore nel 2019.

Agevolazione Misura
Bonus under 3050% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro (importo max € 3.000,00 annui)
Bonus Giovani Eccellenze100% dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro (importo max € 8.000,00 annui)
Incentivo Neet – Garanzia Giovanicompensazione di contributi INPS dovuti dal datore di lavoro (limite max € 8.060,00 per giovane assunto)
Bonus Post-Alternanzaesonero totale dei contributi INPS dovuti dal datore di lavoro
Incentivo RdcAssunzione di lavoratori percettori di reddito di cittadinanza: le residue mensilità all’atto dell’assunzione vengono acquisite sotto forma di agevolazione dal datore di lavoro

Saldo e stralcio delle cartelle

Introdotta una particolare forma di definizione agevolata della cartelle che permetterà ai contribuenti che si trovano in difficoltà economica di poter chiudere le proprie pendenze con il fisco fruendo di notevoli sconti.

La situazione di difficoltà economica deve essere comprovata attraverso l’ISEE o comunque dall’apertura di una procedura di liquidazione per sovraindebitamento. Rientrano in tale stralcio tutti i carichi affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2017 (esclusi quelli di importo fino a 1.000 euro, annullati automaticamente). Non si dovranno versare le sanzioni nè gli interessi e il debito tributario sarà stralciato fino al 84% del suo ammontare.

Addio alle schede carburante

Con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica, il 31 dicembre 2018 è stato il giorno di addio alla scheda carburante. Dal 1° gennaio 2019, infatti, ai fini della detraibilità dell’IVA, la cessione di carburante nei confronti delle partite Iva dovrà essere documentata da fattura elettronica.

Ai fini della deducibilità del costo, inoltre, già dal 1° luglio 2018, il pagamento del carburante deve avvenire obbligatoriamente tramite mezzi di pagamento tracciabili (bancomat, carta di credito, assegno, ecc.).

In sintesi, per accedere alla detrazione dell’IVA e alla deduzione dei costi in questione non sono in alcun modo più ammessi i pagamenti effettuati con denaro contante e occorrerà ricevere fattura in formato XML tramite il SdI.

Stralcio delle cartelle fino a 1.000 euro

Il D.L. n. 119/2018 ha disposto lo stralcio dei debiti nei confronti dell’Agente della Riscossione per singoli carichi dell’importo fino a mille euro, affidati nel periodo dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Tale cancellazione avviene automaticamente alla data del 31/12/2018, senza la necessità di presentare alcuna istanza. La verifica dello stralcio può essere fatta dal sito web dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione.

Il nuovo Regime Forfettario 2019

La legge di Bilancio 2019 prevede importanti novità fiscali tra cui l’introduzione di una flat tax al 15% (al 5% per le nuove attività) per i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi e compensi fino a 65mila euro.
Viene dunque ridisegnato il regime forfettario a decorrere dal 2019, nel seguente modo:
• è stata ampliata a 65.000 euro la soglia dei ricavi/compensi massimi per poter accedere al regime forfettario di cui alla legge n. 190/2014;
• sono state rimosse le soglie del lavoro dipendente e degli acquisti di beni strumentali;
• per chi supera la soglia dei 65.000 euro e fino a 100.000 euro, è applicabile, a partire dal 2020, un’imposta sostitutiva pari al 20%;
• sono state integrate alcune cause di esclusione dal regime:
• è escluso chi controlla direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche riconducibili (direttamente o indirettamente) a quelle svolte individualmente come impresa o arte/professione;
• non può accedere chi esercita l’attività d’impresa o lavoro autonomo prevalentemente nei confronti di datori di lavoro (o soggetti ad essi direttamente o indirettamente riconducibili) con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

Bonus pubblicità 2018

 

Una notevole agevolazione fiscale per il 2018 è rappresentata dal credito di imposta sugli investimenti pubblicitari.

Il credito è calcolato sul valore incrementale degli investimenti pubblicitari fatti attraverso inserzioni pubblicitarie o acquisto di spazi su giornali, quotidiani e periodici (anche on line), nonché su emittenti televisive e radiofoniche, purché editi da imprese titolari di testata giornalistica iscritta presso il competente Tribunale oppure presso il Registro degli operatori di comunicazione.

Il credito di imposta è pari al 75% del valore incrementale, elevato al 90% per gli investimenti fatti da micro, piccole e medie imprese, nonché da start-up innovative.

Le spese agevolabili sono anche quelle sostenute nel periodo 24/06/2017-31/12/2017.

Per essere ammessi al  beneficio, entro i limiti massimi di spese stabiliti, è necessario presentare apposita domanda telematica all’Agenzia delle Entrate.

 

Fattura elettronica dal 2019

Nel disegno di legge al Bilancio per il 2018, ancora in corso di approvazione, fra le tante novità vi è l’introduzione dell’obbligo di emissione delle fatture esclusivamente in formato elettronico a partire dal 01/01/2019. Per come è formulata la norma al momento, seppur l’intento è quello di introdurre tale metodo nei rapporti B2B, gli unici soggetti esclusi sono quelli in regime dei minimi e forfettari. Nulla viene detto sulla qualifica di chi riceve la fattura, che potrebbe essere dunque anche un privato. Tale inclusione renderebbe estremamente difficoltosa l’operatività, dato che al momento per ricevere una fattura in formato elettronico è indispensabile un indirizzo di posta elettronica certificata; pertanto un cittadino privato si vedrebbe costretto a dover aprire una pec (visto che attualmente non c’è l’obbligo di detenerla se non per le imprese e per i soggetti iva in generale) per ricevere ad esempio la fattura di una ristrutturazione edilizia. E’ pertanto prevedibile una modifica della norma in corso di approvazione.

Per gli emittenti le fatture, oltre alla pec, gli altri strumenti necessari (oltre ad un computer collegato ad internet!) saranno le credenziali di accesso a fisco on line ( o altri sistemi tipo SPID) per accedere all’applicativo dell’Agenzia delle Entrate “fatture e corrispettivi” e un dispositivo di firma elettronica. Pertanto lo studio coadiuverà le imprese e i lavoratori autonomi nell’accesso a tali sistemi e nell’implementazione dell’apparato organizzativo atto a recepire tale cambiamento.

“Rottamazione Bis” delle cartelle di pagamento

Il recente DL 148/2017 ha reintrodotto la possibilità della definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione, prevedendo tre tipologie di intervento:
– la rottamazione dei ruoli affidati nei primi nove mesi del 2017;
– la riapertura dei termini per i contribuenti ammessi alla prima rottamazione ma che non hanno pagato le rate scadute al 02 Ottobre 2017;
– l’accesso alla definizione agevolata per i contribuenti non ammessi alla prima rottamazione.

La “rottamazione bis” ricalca sostanzialmente la precedente: con riferimento alla prima casistica le domande dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2018 ed è previsto il pagamento fino ad un massimo di cinque rate.

I contribuenti invece che non erano stati ammessi nella prima rottamazione perché non in regola con il pagamento delle dilazioni precedentemente concordate, possono ora essere ammessi alla nuova definizione presentando istanza entro il 31 dicembre 2017. Coloro che infine sono stati ammessi alla prima definizione ma non hanno versato in tutto o in parte le rate di luglio e ottobre possono farlo entro il 30 novembre (con probabile proroga al 7 dicembre).
Con una modifica dell’ultim’ora sono stati infine ricompresi nella riapertura dei termini  quei contribuenti che, nonostante avessero i requisiti per accedere alla prima definizione agevolata, non lo hanno fatto; una loro esclusione sarebbe risultata in contraddizione con la finalità della norma, volta a sbloccare i debiti tributari fermi da anni e aumentati progressivamente di interessi e sanzioni.