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Saldo e stralcio delle cartelle

Introdotta una particolare forma di definizione agevolata della cartelle che permetterà ai contribuenti che si trovano in difficoltà economica di poter chiudere le proprie pendenze con il fisco fruendo di notevoli sconti.

La situazione di difficoltà economica deve essere comprovata attraverso l’ISEE o comunque dall’apertura di una procedura di liquidazione per sovraindebitamento. Rientrano in tale stralcio tutti i carichi affidati all’agente della riscossione dal 2000 al 2017 (esclusi quelli di importo fino a 1.000 euro, annullati automaticamente). Non si dovranno versare le sanzioni nè gli interessi e il debito tributario sarà stralciato fino al 84% del suo ammontare.

Il nuovo Regime Forfettario 2019

La legge di Bilancio 2019 prevede importanti novità fiscali tra cui l’introduzione di una flat tax al 15% (al 5% per le nuove attività) per i contribuenti persone fisiche esercenti attività d’impresa, arti o professioni, che nell’anno precedente hanno conseguito ricavi e compensi fino a 65mila euro.
Viene dunque ridisegnato il regime forfettario a decorrere dal 2019, nel seguente modo:
• è stata ampliata a 65.000 euro la soglia dei ricavi/compensi massimi per poter accedere al regime forfettario di cui alla legge n. 190/2014;
• sono state rimosse le soglie del lavoro dipendente e degli acquisti di beni strumentali;
• per chi supera la soglia dei 65.000 euro e fino a 100.000 euro, è applicabile, a partire dal 2020, un’imposta sostitutiva pari al 20%;
• sono state integrate alcune cause di esclusione dal regime:
• è escluso chi controlla direttamente o indirettamente società a responsabilità limitata o associazioni in partecipazione che esercitano attività economiche riconducibili (direttamente o indirettamente) a quelle svolte individualmente come impresa o arte/professione;
• non può accedere chi esercita l’attività d’impresa o lavoro autonomo prevalentemente nei confronti di datori di lavoro (o soggetti ad essi direttamente o indirettamente riconducibili) con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi rapporti di lavoro nei due precedenti periodi d’imposta.

Fattura elettronica dal 2019

Nel disegno di legge al Bilancio per il 2018, ancora in corso di approvazione, fra le tante novità vi è l’introduzione dell’obbligo di emissione delle fatture esclusivamente in formato elettronico a partire dal 01/01/2019. Per come è formulata la norma al momento, seppur l’intento è quello di introdurre tale metodo nei rapporti B2B, gli unici soggetti esclusi sono quelli in regime dei minimi e forfettari. Nulla viene detto sulla qualifica di chi riceve la fattura, che potrebbe essere dunque anche un privato. Tale inclusione renderebbe estremamente difficoltosa l’operatività, dato che al momento per ricevere una fattura in formato elettronico è indispensabile un indirizzo di posta elettronica certificata; pertanto un cittadino privato si vedrebbe costretto a dover aprire una pec (visto che attualmente non c’è l’obbligo di detenerla se non per le imprese e per i soggetti iva in generale) per ricevere ad esempio la fattura di una ristrutturazione edilizia. E’ pertanto prevedibile una modifica della norma in corso di approvazione.

Per gli emittenti le fatture, oltre alla pec, gli altri strumenti necessari (oltre ad un computer collegato ad internet!) saranno le credenziali di accesso a fisco on line ( o altri sistemi tipo SPID) per accedere all’applicativo dell’Agenzia delle Entrate “fatture e corrispettivi” e un dispositivo di firma elettronica. Pertanto lo studio coadiuverà le imprese e i lavoratori autonomi nell’accesso a tali sistemi e nell’implementazione dell’apparato organizzativo atto a recepire tale cambiamento.

“Rottamazione Bis” delle cartelle di pagamento

Il recente DL 148/2017 ha reintrodotto la possibilità della definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione, prevedendo tre tipologie di intervento:
– la rottamazione dei ruoli affidati nei primi nove mesi del 2017;
– la riapertura dei termini per i contribuenti ammessi alla prima rottamazione ma che non hanno pagato le rate scadute al 02 Ottobre 2017;
– l’accesso alla definizione agevolata per i contribuenti non ammessi alla prima rottamazione.

La “rottamazione bis” ricalca sostanzialmente la precedente: con riferimento alla prima casistica le domande dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2018 ed è previsto il pagamento fino ad un massimo di cinque rate.

I contribuenti invece che non erano stati ammessi nella prima rottamazione perché non in regola con il pagamento delle dilazioni precedentemente concordate, possono ora essere ammessi alla nuova definizione presentando istanza entro il 31 dicembre 2017. Coloro che infine sono stati ammessi alla prima definizione ma non hanno versato in tutto o in parte le rate di luglio e ottobre possono farlo entro il 30 novembre (con probabile proroga al 7 dicembre).
Con una modifica dell’ultim’ora sono stati infine ricompresi nella riapertura dei termini  quei contribuenti che, nonostante avessero i requisiti per accedere alla prima definizione agevolata, non lo hanno fatto; una loro esclusione sarebbe risultata in contraddizione con la finalità della norma, volta a sbloccare i debiti tributari fermi da anni e aumentati progressivamente di interessi e sanzioni.